Blocco Metabolico – Cronicizzare le Low-Carb
Le diete low-carb consentono di ottenere un dimagrimento perché causano deplezione del glicogeno muscolare ed epatico, con relativa perdita di fluidi. Anche l’insulina viene prodotta in quantità inferiori, diminuendo la conversione del minor glucosio in circolo, a causa dei minori glucidi introdotti, in grasso, dato che vengono richiamati meno GLUT-4. Gli epatociti, la cellula del fegato, privi di glicogeno, comunicano all’organismo di aumentare la beta-ossidazione (trasformazione dei grassi in energia) con il relativo consumo di lipidi. Tuttavia, contemporaneamente, la deplezione di glucosio epatico impone all’organismo di abbassare il metabolismo, che invece rimane elevato quando le scorte di glicogeno epatico sono alte. Inoltre, col passare del tempo, si perde l’affinità con il glucosio (la capacità dell’organismo di utilizzarlo come fonte energetica invece di convertirlo in grasso) e la sensibilità all’insulina.
Blocco Metabolico – Sincronizzare le Low-Carb – Abbassamento della Leptina
La leptina è un ormone peptidico di 167 aminoacidi, secreto principalmente dagli adipociti, che informa il cervello, precisamente il centro della sazietà, sulle scorte adipose. È direttamente proporzionale alla quantità di massa grassa, e le donne hanno livelli decisamente più elevati a parità di adipe. La funzione più conosciuta della leptina è nella regolazione dell’assunzione di cibo: agisce direttamente sui neuroni anoressigeni, stimolando la secrezione di POMC (Pro- opiomelanocortina) e CART (Cocaine- and Amphetamine-Regulated Transcript), un neuropeptide che produce comportamenti simili a cocaina e anfetamina. Inibisce invece i neuroni oressigeni che sintetizzano AgRP (Agouti-related peptide) e NPY (Neuropeptide Y), potenti promotori dell’appetito. La leptina influenza anche il dispendio energetico, aumentando direttamente e indirettamente la termogenesi attraverso la secrezione di TRH. Il TRH stimola la secrezione di TSH che agisce sulla tiroide, aumentando il tono del sistema nervoso simpatico e la termogenesi nel BAT (tessuto adiposo bruno). Stimola quindi il metabolismo, riduce la lipogenesi e stimola la lipolisi, aumenta la sensibilità insulinica, riduce la gluconeogenesi, stimola l’ossidazione degli acidi grassi nel muscolo e l’uptake di glucosio.
Blocco Metabolico – Cronicizzare le Low-Carb –
Abbassamento della Leptina
I valori di leptina aumentano con l’aumentare della percentuale di FM e in caso di dieta iperglucidica. Con elevati carboidrati, aumenta la produzione di insulina, che a sua volta stimola la produzione di leptina per potenziare il segnale anoressizzante sull’ipotalamo, dato dalla combinazione insulina e glucosio. Oltre alla percentuale di FM, il fattore più determinante sui livelli di leptina è l’introito calorico glucidico: la leptina infatti si riduce di circa il 50% nelle prime settimane di dieta ipocalorica. Con qualche giorno di refeed (ritorno ad alimentazione normocalorica o leggermente ipercalorica), i livelli di leptina tornano alla normalità. Nonostante gli obesi abbiano livelli circolanti di leptina più elevati, hanno ridotta sensibilità ipotalamica all’azione anoressizzante della leptina, un effetto analogo a quello che si osserva nell’insulino-resistenza, ma meno marcato. Infatti, la supplementazione farmacologica di leptina negli obesi si è dimostrata piuttosto deludente, mentre è molto efficace nelle rare obesità ipotalamiche.
La leptina è trasportata attraverso la barriera ematoencefalica tramite trasportatori saturabili. Raggiunta la saturazione, la quantità di leptina che passa nel sistema nervoso rimane costante, anche se la concentrazione plasmatica si eleva notevolmente. Inoltre, il controllo dell’omeostasi energetica non dipende solo dalla leptina, ma anche da un sistema edonico che spinge alla ricerca del cibo, specialmente calorico (grassi più zuccheri), creando un rinforzo positivo grazie all’azione della dopamina. Il sistema nervoso risponde in maniera più significativa a un aumento piuttosto che a un innalzamento della leptina. Quindi, bisognerà contrastare l’abbassamento oltre un certo limite. I valori medi sono 1,2-9,5 ng/ml per l’uomo e 4,1-25 ng/ml nella donna. Questo potrà essere ottenuto grazie al refeed, ingerendo quantitativi elevati di glucidi in pochi pasti o effettuando un refeed glucidico più moderato, ma su una finestra temporale di almeno 72 ore, includendo attività fisica ad alta intensità. Infine, le donne sono più sensibili alle variazioni di leptina e meno a quelle di insulina rispetto agli uomini, il che significa che il senso di sazietà tende ad arrivare in ritardo rispetto al sesso maschile.
LA GRELINA
Leptina e grelina hanno effetti opposti nella regolazione dell’assunzione di cibo. La grelina è un ormone oressigeno prodotto principalmente dallo stomaco, la cui secrezione aumenta quando lo stomaco è vuoto e crolla quando il cibo viene ingerito e le pareti dello stomaco si dilatano. A differenza della leptina, la grelina regola la fame a breve termine. Il digiuno o la restrizione calorica aumentano inoltre la sensibilità ipotalamica all’ormone, aumentando la densità dei recettori. Negli obesi, la grelina è mediamente normale o ridotta, ma si alza con la restrizione calorica, aumentando la fame e favorendo lo “snacking”. Inoltre, prepara il tessuto a ricevere trigliceridi, stimolando la lipogenesi, riducendo il tono del sistema nervoso simpatico e il dispendio energetico, rallentando il metabolismo. La grelina è così efficace nello stimolare l’assunzione di cibo che sono stati studiati farmaci grelina-mimetici per stimolare l’assunzione di cibo e la secrezione di GH in casi di cachessia e anoressia nervosa.
Fisiologia del Dimagrimento – Reset Metabolico
Nel caso di un blocco metabolico, è necessario procedere a un reset metabolico attraverso una reverse diet, che prevede un incremento molto progressivo delle calorie, soprattutto dai carboidrati. Questo processo implica un nuovo partizionamento dei macronutrienti secondo linee guida specifiche. I macronutrienti, come gli ormoni, hanno un effetto straordinario sull’organismo. A seconda della quantità, ripartizione e proporzione reciproca, possono attivare determinati geni piuttosto che altri. Per mantenere alto il metabolismo e aumentare il TDEE, ci sono quattro fattori chiave: percentuale di massa magra, maggior numero di enzimi glicolitici e ossidativi, maggiore densità e numero di mitocondri e maggiori riserve di glicogeno.
